LA CARATTEROLOGIA DI RENE’ LE SENNE


La caratterologia è presentata e descritta dallo psicologo francese René Le Senne (1882-
1954) nel libro Traité de Caracterologie (1945).
Prima di lui, tra il 1906 e il 1920, due psicologi olandesi — Gerard Heymans e Enno
Wiersma — condussero un’indagine sperimentale su larga scala per studiare le differenze
di temperamento.
Il loro lavoro si basava su questionari standardizzati inviati a migliaia di soggetti (circa
3.000, secondo le fonti), tra cui studenti, medici e insegnanti, osservazioni cliniche e
biografiche, esperimenti di laboratorio (soprattutto su reazioni fisiologiche, tempi di
risposta, resistenza alla fatica, ecc.).


Da quei dati emersero tre dimensioni psicologiche costanti:

  • Émotivité (emotività) — sensibilità agli stimoli e intensità delle reazioni;
  • Activité (attività) — tendenza ad agire o rimanere passivi di fronte agli stimoli;
  • Retentissement (risonanza) — durata dell’impatto emotivo nel tempo.

Le Senne riprese queste tre dimensioni, le precisò concettualmente e le rielaborò in chiave
filosofica e morale, costruendo la sua “caratterologia” come scienza dell’individuo.
Concepisce il carattere come una struttura stabile e innata della personalità, il carattere
non evolve in senso qualitativo con l’età, ma si manifesta in modo più o meno maturo a
seconda delle circostanze, dell’educazione e della libertà morale dell’individuo. In altre
parole: ogni persona nasce con un certo tipo caratterologico; l’età o lo sviluppo non lo
cambiano, ma ne modificano l’espressione.
Le Senne riconosce che i termini antichi (come sanguigno o flegmatico) derivano dalla
tradizione ippocratica dei quattro umori (sangue, bile gialla, bile nera, linfa), ma precisa
che il suo metodo non è fisiologico, bensì psicologico e sperimentale; fa notare che i nomi
storici sono conservati per comodità perché fanno parte della cultura comune, ma non
significano più le stesse cose che per Ippocrate o Galeno. Le Senne rifiutava l’associazione
diretta tra morfologia e carattere, prendendo le distanze dalla fisiognomica.
L’intercaratterologia (che Le Senne propone ma non sviluppa a fondo) sarebbe la
disciplina che studia come due o più caratteri interagiscono, in amore, amicizia, lavoro,
vita collettiva.


Il filosofo e amministratore francese Gaston Berger (1896-1960) è stato l’erede diretto, il
sistematore e il divulgatore della caratterologia di Le Senne, nonché colui che ne ha
ampliato l’impianto empirico e ne ha garantito l’influenza nella filosofia e nella psicologia
del dopoguerra attraverso le istituzioni.

Le tre dimensioni psicologiche nel dettaglio

EMOTIVITA’
Inemotivo (nE)
L’inemotivo è emotivamente stabile. Le emozioni lo sfiorano senza turbarlo, quindi
l’emotività è meno intensa e le variazioni del tono dell’umore sono minime. Questa calma
non è insensibilità, ma equilibrio naturale.


Emotivo (E)
L’emotivo reagisce intensamente agli stimoli interni ed esterni. Ogni esperienza lo tocca in
profondità. È impressionabile. L’emotività dà spessore e intensità alla vita psichica, ma può
anche rendere vulnerabili agli eccessi e alle crisi interiori.


ATTIVITA’
Inattivo (nA)
L’inattivo non possiede energia spontanea e tende a reagire solo se stimolato o dopo in
forte auto-convincimento. Non è necessariamente pigro, ma manca di slancio vitale.
L’inattività si manifesta come indecisione, difficoltà nel perseverare. Questa ostacola
l’efficacia e la costruzione concreta.


Attivo (A)
L’attivo possiede un’energia spontanea. La sua volontà è autonoma e sostenuta; la fatica lo
stimola più che scoraggiarlo. L’attività non dipende dall’emozione: anche senza
entusiasmo, l’attivo trova in sé la spinta per agire e sperare gli ostacoli. La sua vita tende
verso il fare, non verso il sentire.


RISONANZA
Secondario (S)
Il secondario conserva le impressioni e le idee nel tempo. Ciò che sente o pensa lascia in lui
una traccia duratura che orienta la sua condotta. È riflessivo, coerente, capace di costruire
una linea di vita unitaria. La memoria affettiva e il senso di continuità gli conferiscono
profondità e fedeltà. Il rovescio di questa qualità è la lentezza, la tendenza a rimuginare o a
restare ancorato al passato, con meno prontezza a reagire nel presente.


Primario (P)
Il primario vive nel presente e reagisce immediatamente agli stimoli. Le sue impressioni si
accendono e si spengono rapidamente. È capace di adattarsi velocemente. La sua esistenza
è dinamica ma discontinua. L’aspetto positivo è la freschezza e la vitalità; quello negativo,
la superficialità e l’incostanza. È il tipo che vive d’impulso.

Gli 8 caratteri secondo Traité de caractérologie

L’Apatico (n E n A S) Inemotivo inattivo secondario.
La persona dell’assenza emotiva e della calma estrema. Una persona stabile e poco sensibile agli stimoli
esterni. Le sue emozioni sono scarse, brevi e deboli; non si entusiasma né si abbatte facilmente. Non è
pigro, ma conserva una forma di tranquillità naturale che lo porta a vivere senza grandi turbamenti.
Compie i suoi doveri con regolarità e semplicità, ma senza slancio o fervore. È il tipo della neutralità
affettiva, del ritmo lento, della vita pacifica e lineare. In società appare riservato, cortese, inoffensivo,
ma difficilmente coinvolgente. Non cerca il cambiamento né lo teme, e si adatta serenamente a ciò che
accade ma può avere un difficile adattamento all’ambiente. Il suo equilibrio lo rende affidabile ma
anche un po’ monotono. Manca di calore umano, compensa con la costanza e l’assenza di conflitti. È il
tipo più tranquillo, immune alle crisi, agli entusiasmi e alle passioni. Appare indifferente, privo di
entusiasmo, apolitico, non reattivo a emozioni e situazioni, e reagisce in modo lento e freddo.
Mancanza di interesse, motivazione o emozione, e di solito non si impegna in attività o relazioni. Può
avere difficoltà nello stabilire rapporti con altri e avere carenze nell’istruzione. Opposto al tipo collerico.


L’Amorfo (n E n A P) inemotivo inattivo primario.
Vive nel presente, ama la comodità e si lascia portare dagli eventi. Un individuo flessibile, dalla
personalità mutevole, la mentalità aperta, bonario, spesso piacevole nella conversazione, ma poco
profondo e senza iniziativa personale. Fatica a prendere e mantenere decisioni. Si adatta facilmente,
essendo pigro evita gli sforzi e cerca la via più semplice per stare bene. Non si interessa ai grandi ideali
né ai problemi astratti: preferisce le cose concrete, i piaceri sensoriali, il comfort materiale. Il suo
difetto principale è la mancanza di tensione interna: non reagisce con forza né all’entusiasmo né alla
difficoltà. È lento, a volte negligente, ma raramente cattivo o ostile. La sua bontà è spontanea, la sua
pigrizia, altrettanto naturale. Si riconosce per l’aspetto rilassato, la voce tranquilla, la tendenza a evitare
i contrasti. Non molto attento alle conseguenze delle proprie azioni. E’ il tipo più indulgente, vuole
soltanto godere in pace di una vita senza complicazioni e col minimo sforzo, facilmente distratto.
Indeciso e influenzabile, apparendo passivo e incapace di gestire le emozioni o la propria vita. Non ha
una personalità o un’identità ben definita, tendendo ad adattarsi facilmente alle circostanze e alle
influenze esterne. L’influenza degli altri può anche portarlo al crimine, i ruoli non violenti ma complici
e di supporto o di sfruttamento per vantaggi personali. Opposto al tipo passionale.


Il sanguigno (n E A P) inemotivo attivo primario.
Rapido e socievole, allegro e pratico. Vive nell’immediatezza, con curiosità e facilità di adattamento. Un
individuo vivace, cordiale, pieno di buona volontà ma incline alla superficialità. È il tipo della
prontezza, del sorriso, dell’azione fluida, delle iniziative. Ama le novità, cambia facilmente interessi,
non si fissa sul passato. È pragmatico, comunicativo e ottimista: sa parlare con tutti e sa affrontare le
difficoltà senza drammatizzarle. Il suo entusiasmo, tuttavia, è breve: inizia molte cose ma ne conclude
poche. Non ha profondità di sentimento, ma possiede un equilibrio naturale che lo rende piacevole e
socievole. È la persona della vita quotidiana, efficiente, simpatico, più concreto che riflessivo,
materialista. Si riconosce per il tono vivace della voce, il gesto rapido e spontaneo, il sorriso pronto.
Vive bene perché non si lascia coinvolgere troppo, e questo lo rende leggero ma anche libero. Le
emozioni tendono ad attenuarsi rapidamente. una persona che tende ad avere un’indole allegra. Di
solito gode di buona salute, energia e vitalità, ma può anche essere impulsivo, invasivo e irascibile.
Quando aggressivo si scarica spesso sul lato fisico. Opposto al tipo sentimentale.


Il Flemmatico (n E A S) inemotivo attivo secondario.
E’ il tipo della calma e della regolarità. Agisce con continuità, prudenza e metodo ma decisione. Un
uomo ponderato, ordinato, puntuale, organizzato, capace di resistere alla fretta e alle passioni. Le sue
emozioni sono deboli ma stabili, la sua volontà è lenta ma sicura. Ama la routine, la sicurezza, le cose
chiare e ben fatte. Non cerca di distinguersi, ma di mantenere equilibrio e coerenza. È pratico, fedele,
concreto, premuroso: compie il suo dovere senza lamentarsi. Non è né brillante né originale, ma è
costante e affidabile. Nelle relazioni è pacato, rispettoso, paziente, raramente aggressivo. Tendente ad
accettare la realtà e le diversità, così come i propri sentimenti. Si riconosce per i movimenti regolari, la
voce ferma, lo sguardo tranquillo. Non si lascia trascinare dalle emozioni né scoraggiare dagli ostacoli:
procede come un meccanismo ben regolato. È la persona della continuità e della stabilità,
indispensabile in un mondo troppo agitato. Capacità di agire in modo efficace e razionale. Buona
resistenza allo stress, ma a volte può apparire freddo e distaccato. Quando tende al crimine si orienta
verso ciò che è premeditato e organizzato. Opposto al tipo nervoso.


Il Passionale (E A S) emotivo attivo secondario.
E’ il tipo più profondo e coerente. concentra tutte le sue energie su un unico scopo: un’idea, un ideale,
una persona, un’opera. Un essere di emozioni intense e di volontà tenace, capace di sacrificarsi pur di
realizzare ciò in cui crede. Non vive di impulsi, ma di coerenza interiore. L’emozione gli dà la fiamma,
l’attività la forza, la secondarietà la durata. È il tipo della vocazione, del progetto di vita, dell’impegno
morale o spirituale. Può essere un santo, uno scienziato, un artista, un riformatore: in lui la passione si
trasforma in costruzione. Tuttavia, la sua forza può diventare rigidità, fanatismo o orgoglio. Può
sviluppare più facilmente paranoie. Potrebbe premeditare vendette e riscatti una volta coltivati per
troppo tempo, odio da invidia o gelosia. Si riconosce dallo sguardo profondo e concentrato, dal tono
grave e dalla costanza nel tempo. Vive per un senso, non per un piacere: è la forma più elevata e più
esigente dell’umanità. Spesso riflessivo. Le convinzioni e le ideologie morali prevalgono in questa
personalità, che tende a lottare e a farsi carico delle proprie cause con ossessività. Opposto al tipo
amorfo.


Il Collerico (E A P) emotivo attivo primario.
la persona dell’azione immediata. reagisce con impeto e decisione, guidato più dalla volontà che dalla
riflessione. Un essere energico, impulsivo, dominato dal bisogno di agire e di comandare. Appassionato
alla vita. Non sopporta l’inerzia né l’incertezza: ha sempre bisogno di movimento. La sua emotività è
viva, la sua attività esplosiva, reagisce istintivamente e poi a dimentica. È espressivo, coraggioso,
franco, efficace, ma anche irritabile e autoritario. Si riconosce per lo sguardo deciso, la voce forte e
ferma, i gesti rapidi e vigorosi. È un leader naturale, capace di trascinare e di affrontare le sfide, ma
tende a stancarsi presto e a mancare di continuità. E’ la forza dell’azione pura, l’energia al servizio
dell’immediato: colui che conquista, combatte, ordina. La sua grandezza è nel coraggio; il suo rischio,
nell’impulsività. Potrebbe rivolgere aggressività contro le persone. Opposto al tipo apatico.


Il Nervoso (E n A P) emotivo inattivo primario.
Tipo dell’instabilità emotiva. vive in una tensione continua tra sensibilità e mancanza di controllo. Un
essere reattivo, inquieto, ansioso, facilmente turbato da tutto ciò che lo circonda. È una persona vivace,
ma disordinata; intensa, ma fragile. Si emoziona con facilità, passa rapidamente dall’entusiasmo alla
tristezza, dalla speranza allo scoraggiamento. Le reazioni emotive non durano a lungo ma sono intense.
Non possiede la calma né la costanza per organizzare la sua energia: reagisce più di quanto agisca. Poco
incline a riflettere e indagare. Il suo volto, i gesti, la voce tradiscono sempre un’agitazione interiore. Si
riconosce per lo sguardo mobile, i movimenti nervosi, la voce vibrante. È sensibile, intuitivo, creativo,
ma anche ansioso e irrequieto. è come una molla tesa che non trova equilibrio: è il tipo del movimento
interiore perpetuo, che brucia in se stesso ciò che non riesce a costruire nel mondo. Tendenza alla
negatività, la distruttività, il disordine. Potrebbe comportarsi in modo eccessivo, sconsiderato e
pericoloso. Spesso soffre di insonnia e difficoltà a rimanere concentrato. Opposto al tipo flemmatico.


Il Sentimentale (E n A S) emotivo inattivo secondario
E’ la persona della profondità emotiva e della memoria affettiva. Vive intensamente ciò che prova, ma
tende a interiorizzarlo più che a esprimerlo. Un essere riflessivo, sensibile, portato alla contemplazione
e al ricordo. Le emozioni lo segnano a lungo: ama rievocare il passato, meditare, comprendere. Non è
pigro, ma ha bisogno di tempo per sentire e assimilare. È spesso discreto, malinconico, fedele, più
orientato al mondo interiore che all’azione. I suoi timori frenano la sua azione. Si riconosce per lo
sguardo assorto, il tono pacato e la delicatezza nel tratto. La sua forza è la profondità; la sua debolezza,
la lentezza e la tendenza a rimuginare. è il custode della vita interiore, la persona del ricordo e
dell’empatia silenziosa. Vive meno nel presente che nel tempo del cuore, e in ciò trova la sua nobiltà e la
sua poesia. La chiave per capirlo sta nel fatto che reagisce a lungo e in profondità alle emozioni. Può
coltivare emozioni come odio, risentimento, invidia. Forti sensi di colpa e tendenza a volersi
penalizzare o castigare quando commette sbagli. Tende ad esprimere facilmente le proprie emozioni ed
empatia, sensibile e predisposto ad attaccamenti forti. Fatica a dimostrare felicità e allegria. Opposto al
tipo sanguigno.

E’ possibile comunicare con me tramite l’indirizzo daubsad@gmail.com

Pubblicato da Daubsad

Creatore di fumetti temporaneamente "in pausa" a causa di studi collaterali necessari per tornare sul binario principale. Al momento produco principalmente musica